Bosco Ginkgo Zafferano Marco Sarandrea - Furgoni pronti per le consegne -1960 circa -archivio fotografico Marco Sarandrea all'imbottigliamento - 1950 circa -archivio fotografico Prunella Marco Sarandrea- La prima sede- archivio fotografico Marco Sarandrea- Collaboratrici al lavoro -1950/1960- archivio fotografico
Piante officinali
A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z
Mirto - Myrtus communis L.

MIRTO


 


Famiglia: Myrtaceae


Specie: Myrtus communis L.


Habitat: Macchia mediterranea e cespuglieti in zone calde e asciutte.


Parte utilizzata: Rametti fogliuti/giovani getti.


Epoca di raccolta: Primavera.


 


Arbusto sempreverde alto fino a 5 metri, con chioma densa, fusto molto ridotto diviso e ramificato sin dalla base, rami opposti, ramuli angolosi. Le foglie sono coriacee, semplici, opposte, o in verticilli, hanno lamina lanceolata o ellittica. Se stropicciate, le foglie di questo arbusto, emettono una gradevole fragranza simile al profumo dell'arancio, dovuta alla presenza di mirtenolo.
I fiori profumati, solitari o appaiati all’ascella delle foglie, sono portati da lunghi peduncoli, calice a 5 sepali liberi e acuti; corolla a 5 petali obovati, bianchi , peloso-ghiandolosi al margine; stami molto numerosi, più lunghi dei petali, con antere gialle. I frutti sono bacche globose di colore nero-bluastro, sormontate dai residui del calice.


 


Curiosità


Il nome generico pare derivi da Myrsine, leggendaria fanciulla greca, uccisa da un giovane da lei battuto nei giochi ginnici e trasformata da Pallade in un arbusto di Mirto. Il nome volgare Mortella, deriva il nome della mortadella, perché essa veniva aromatizzata con le sue foglie. Nell’antica Grecia, questa pianta era sacra ad Afrodite, dea dell’amore e della bellezza.  Per i romani era simbolo di trionfo e di vittoria, con i suoi rami si intrecciavano ghirlande con le quali si incoronavano poeti ed eroi. I fiori, forse per il colore candido, erano considerati simbolo di verginità e di amore puro; venivano impiegati per ornare il capo delle giovani spose e per addobbare i tavoli durante i banchetti nuziali. Le bacche sono largamente utilizzate per il famoso e omonimo liquore.


 


Principi attivi:


Olii essenziali (alfa-pinene, cineolo, mirtenolo, dipentene, neroli, geraniolo, limonene), flavonoidi (miricetina, campferolo, quercitina, miricitrina), tannini pirogallici, resine, sostanze amare.


 


Uso interno (Soluzione idroalcoolica)


Il mirto possiede proprietà espettoranti, balsamiche e antisettiche delle vie urinarie e bronchiali.


Indicazioni:  Bronchiti, catarri bronchiali e affezioni delle vie respiratorie in genere, cistiti, nefriti e pielonefriti.


Posologia: 35 gocce in poca acqua tre volte al giorno lontano dai pasti.


 


Tisana


Infuso al 5% per 10 minuti in acqua bollente.


 


Uso interno (Gemmoderivato dei giovani getti)


Regolatore della pressione arteriosa in iper- e in ipotensione per azione sul tono della muscolatura liscia vascolare, attivo nelle tendenze broncocostrittive, riduce le sintomatologie nevritiche.  Indicazioni: Ipotensione, ipertensione; asma, dispnea, enfisema, stanchezza nervosa, nevralgie zosteriane.


Posologia: 50 gocce in poca acqua due volte al giorno lontano dai pasti.


 


Avvertenze ed effetti indesiderati: non segnalati.


 


I testi sono coperti da diritti d’autore e possono essere utilizzati solo per consultazione in quanto gli autori (Marco Sarandrea e Walter Culicelli) li hanno autorizzati solo a questo scopo


 

*
*